Vi serve che quello che avete smetta di costarvi mezza giornata di segreteria.
Ogni volta che qualcuno propone di "digitalizzare lo studio", la proposta finisce nello stesso posto: cambiate gestionale. Migrazione, formazione, tre mesi in cui nessuno trova più niente, e alla fine del giro la segretaria risponde ancora alle stesse quattro domande al telefono, sessanta volte al giorno.
Noi facciamo il contrario. Il software per studio medico che avete resta dov'è. Costruiamo l'automazione attorno.

Il telefono che squilla mentre si accetta un paziente. Il messaggio WhatsApp arrivato alle 22 che nessuno ha letto. I documenti chiesti il giorno stesso della visita e portati la volta dopo. Il promemoria mandato a mano, quando c'è tempo. Niente di tutto questo è un problema di gestionale. È un problema di quello che succede fra una schermata e l'altra.

VISITE DISERTATE
Appuntamenti a vuoto dimezzati con il richiamo automatico, su oltre 500.000 prenotazioni nel 2024.
ORE SETTIMANALI IN BUROCRAZIA
Le ore contrattuali che un oncologo dedica ad attività amministrative invece che alla diagnosi.
Il numero più solido che esiste in Italia su questo viene dal servizio pubblico, non dagli studi privati, e va letto sapendolo. L'ASL Napoli 3 Sud ha analizzato oltre 500.000 prenotazioni nel 2024 e ha portato le visite disertate dal 40% al 20% con un sistema di richiamo automatico. Un ambulatorio privato parte da percentuali più basse e ha meno margine di miglioramento. Ma la direzione è quella, e il conto lo sapete fare da soli: prendete gli appuntamenti di un mese, moltiplicate per la vostra percentuale di buchi, moltiplicate per il valore medio di una visita.
Quel numero è quanto vi costa non fare niente.

Una richiesta arriva da telefono, WhatsApp o email: il sistema risponde alle domande ricorrenti, fissa o sposta l'appuntamento e raccoglie i documenti prima della visita. Alla segreteria arriva solo quello che richiede una persona.
L'AI non sostituisce, ma potenzia. Filtra e prepara il lavoro.
I benefici si ottengono ottimizzando i flussi attorno al gestionale.
I migliori risultati arrivano da automazioni semplici e misurabili.
No, e chi ve lo promette non ha mai passato un pomeriggio dietro a un bancone di accettazione. Un paziente anziano che chiama per spostare un controllo non vuole parlare con una macchina, e se lo costringete lo perdete.
Quello che si può togliere alla segreteria è il lavoro che non richiede una persona: la stessa domanda sugli orari per la sessantesima volta, il promemoria da mandare, il modulo da richiedere prima della visita, il messaggio arrivato di notte da smistare la mattina. Tolto quello, la segretaria fa il lavoro per cui l'avete assunta, che è tenere in mano i pazienti difficili.
Che il carico amministrativo sia il problema vero non lo diciamo noi. Il Cipomo, il collegio dei primari oncologi ospedalieri, ha misurato che un oncologo dedica 19 delle 38 ore contrattuali settimanali ad attività che non c'entrano con la diagnosi, e l'86,1% degli intervistati considera quelle attività delegabili. Sono ospedalieri, non liberi professionisti. Ma se succede dove ci sono strutture e personale dedicato, in uno studio da quattro persone succede peggio.
No. Nella quasi totalità dei casi il gestionale che usate fa già il suo lavoro: tiene l'agenda, scrive la cartella, manda i dati al Sistema TS. Il tempo non si perde lì dentro, si perde in tutto quello che gli sta attorno.
Cambiare gestionale per risolverlo è come cambiare macchina perché il traffico è fermo.
Ragioniamo in mesi, non in anni, e mai in "fasi pilota" che non finiscono. Se un intervento non può essere in uso vero entro sei mesi, è troppo grande e va tagliato in due.
Non facciamo demo. Non facciamo pilot da vetrina. Costruiamo la cosa più piccola che risolve un problema reale, la mettiamo in mano al vostro staff, e guardiamo se la usano davvero. Se la usano, si aggiunge il pezzo dopo. Se non la usano, abbiamo sbagliato noi e si rifà: meglio scoprirlo al primo pezzo che al dodicesimo.
Alla fine il sistema resta vostro e il vostro team sa gestirlo. Zero template, zero lock-in.
Se state ragionando sui tempi, tenete d'occhio il voucher digitalizzazione del Piemonte: lo sportello apre il 22 ottobre e il software su misura rientra fra le spese ammissibili.


Un gestionale è un prodotto: lo comprate fatto, e adattate lo studio a come è stato pensato. Un'automazione su misura parte da come lavorate già e toglie i passaggi che vi costano tempo, senza chiedervi di cambiare abitudini.
Sono due cose diverse, non due concorrenti. Vi servono probabilmente entrambe.
| Gestionale medico | Automazione su misura | |
|---|---|---|
| Cosa fa | Agenda, cartella clinica, fatturazione, Sistema TS | Smista richieste, prepara documenti, ricorda, riordina |
| Da dove parte | Da come il produttore pensa che si lavori | Da come lavorate voi, osservato in sede |
| Chi lo usa | Medico e segreteria, ogni giorno | Nessuno: lavora prima che qualcuno debba aprirlo |
| Cosa succede se lo togliete | Lo studio si ferma | Tornate a fare tutto a mano, come oggi |
| Quando conviene cambiarlo | Quasi mai | Quando i processi cambiano |
Il modo più veloce per capire di quale dei due avete bisogno è guardare dove finisce l'ora persa. Se la segreteria perde tempo dentro il gestionale, è il gestionale sbagliato. Se lo perde a fare da ponte fra il gestionale, il telefono, la mail e WhatsApp, il gestionale non c'entra niente.
Un'analisi in sede e poi il sistema, costruito a pezzi piccoli e messo in produzione uno alla volta. Non un pacchetto uguale per tutti: queste sono le cose che finiscono quasi sempre nel primo pezzo.
È la prima cosa che verifichiamo, prima di proporre qualsiasi cosa. Se il vostro gestionale non permette di leggere o scrivere i dati in modo pulito e sicuro, ve lo diciamo subito e ci fermiamo lì: costruire un'automazione che va a strappi è peggio che non averla.
Non abbiamo un elenco di gestionali sanitari certificati da mostrarvi, e non ve lo inventiamo. Quello che abbiamo è il metodo, dimostrato su sistemi che funzionano allo stesso modo: abbiamo integrato Mago di Zucchetti, un ERP vero, in produzione, con anni di dati dentro, senza toccarlo e senza chiedere a nessuno di cambiare il modo di lavorare. Il principio in uno studio medico è identico: il sistema di riferimento resta il vostro, l'automazione ci gira attorno.
I sistemi che abbiamo in produzione stanno in altri settori, e sono pubblici: Igea Design, Evocar, Studio Roi. Guardateli per capire come lavoriamo, non per dimostrare che conosciamo la sanità: quello vi abbiamo già detto che non lo dimostriamo.
Un esempio di quanto conti chiedere prima di proporre. Siamo entrati in uno studio con quindici cardiologi convinti di parlare di front-desk: chiamate, agenda, promemoria. Il primo medico che ha parlato ha detto un'altra cosa. Il suo problema erano i referti, il tempo che ci vuole a scriverli e il fatto che ognuno li scrive a modo suo.
Non era la conversazione che avevamo preparato, ed è il motivo per cui la prepariamo poco. Se fossimo arrivati con un prodotto da vendere, avremmo passato un'ora a spiegare perché il loro problema era quello che risolvevamo noi. Il front-desk di quello studio lo abbiamo lasciato lì: non l'avevamo visto lavorare, e su una cosa che non abbiamo visto non abbiamo niente da dire.
Restano dove sono adesso. Un'automazione fatta bene non sposta l'archivio clinico da nessuna parte: legge il minimo indispensabile per fare il suo lavoro, e quello che non serve non lo tocca.
In sanità questa è la prima obiezione, e ha ragione di essere. Per questo il perimetro dei dati (quali, dove stanno, chi li vede, per quanto tempo) lo scriviamo prima di costruire qualsiasi cosa, non dopo. Se la risposta non vi convince, non si parte.

Quando il tempo perso non è abbastanza da giustificare l'intervento, e capita più spesso di quanto un fornitore ammetta. Uno studio con un medico, dieci pazienti al giorno e un'agenda che sta in testa non ha un problema di automazione.
Ve lo diciamo noi, in call, e la call finisce lì. Il primo passo è un ascolto attivo, non un contratto: se non troviamo un intervento di valore, lo diciamo. È anche il motivo per cui non trovate un listino su questa pagina: il prezzo dipende da cosa serve, e cosa serve si capisce solo dopo essere venuti a vedere come lavorate.
Lavoriamo di persona, in sede, e questo il raggio ce lo limita: Asti, Torino, Alessandria e il resto del Piemonte. Se siete più lontani ditecelo lo stesso, e vediamo insieme se ha senso.
L'autodiagnosi sono dodici domande, tre minuti, e la fate senza parlare con nessuno. Alla fine sapete dove stanno le ore che perdete, anche se decidete di non richiamarci.