Bando voucher digitalizzazione Piemonte 2026
Chi ha già incassato il voucher nel 2023 o nel 2024 è escluso dall'edizione che apre il 22 ottobre. Sono 2.505 imprese piemontesi, e quasi nessuna lo sa. Scrivi la partita IVA e lo scopri in due secondi.
Fonte: elenchi Unioncamere Piemonte, Amministrazione trasparente, sezione bandi e contributi. Dati aggiornati al 16 agosto 2026.
Elaborazione Apex Labs sugli elenchi pubblicati da Unioncamere Piemonte in Amministrazione trasparente (voucher digitalizzazione 2023 e 2024): le rendicontazioni ammesse, cioè le imprese che hanno effettivamente incassato il contributo, e gli elenchi delle domande non ammesse, delle rinunce e delle revoche per mancata rendicontazione. Aggiornato al 16 agosto 2026. In 79 casi gli allegati ufficiali non riportano la partita IVA, quindi quelle imprese non compaiono nella ricerca: è un limite della fonte. L'esito ha valore indicativo: la posizione ufficiale la dà la Camera di commercio, e questa verifica non la sostituisce. La partita IVA che digiti resta nel tuo browser: il confronto avviene sul tuo dispositivo e non viene inviato a nessuno.
Domande e risposte
Le imprese che hanno ricevuto il contributo nelle edizioni 2023 o 2024. L'articolo 4 lettera k del bando parla di imprese che «non abbiano ricevuto contributi a fondo perduto dai precedenti Bandi Voucher digitalizzazione PMI 2023 e 2024». Sono 2.505 imprese, e la partita IVA si può verificare qui sopra.
Sì. Una domanda respinta non ha mai prodotto una concessione né un'erogazione, quindi la causa di esclusione non si applica. Attenzione: online circolano risposte che confondono i due casi.
Dipende dall'interpretazione, e va chiarita con l'ufficio bandi. Il testo del bando parla di contributi «ricevuti», mentre la Camera di commercio di Torino considera beneficiaria l'impresa che ha ottenuto la concessione «indipendentemente dal fatto che successivamente abbia rendicontato o abbia rinunciato». Sono due letture diverse dello stesso requisito.
Il 22 ottobre 2026 alle 11:00, con precaricamento dal 12 ottobre, e chiusura il 15 dicembre alle 16:00. Le domande si esaminano in ordine cronologico di presentazione, quindi conta il momento dell'invio. Unioncamere può chiudere in anticipo se le richieste superano il 120% delle risorse.
Il report SELFI4.0 compilato negli ultimi 12 mesi, il diritto annuale camerale in regola, e da quest'anno il preventivo del fornitore allegato alla domanda. Sono i tre punti su cui nelle edizioni precedenti si sono perse più domande. L'errore formale si recupera, ma costa la posizione in coda: è il motivo per cui il fascicolo va chiuso prima del 12 ottobre.
Sì, e non rientra nel tetto del 30% previsto per consulenza e formazione se il progetto è scritto come costruzione di un bene strumentale. Nel webinar ufficiale del 28 luglio 2026 la risposta di Unioncamere alla domanda diretta è stata «direi piuttosto che è un bene strumentale». Come viene classificata la singola commessa dipende da come è scritto l'Allegato B.
Sì. L'articolo 4 prevede che una seconda domanda sia valida se la prima è stata respinta o se è stata presentata formale rinuncia, e lo sportello resta aperto fino al 15 dicembre 2026. Attenzione però: le domande si esaminano in ordine cronologico e il bando può chiudere in anticipo al raggiungimento del 120% delle risorse, quindi chi ripresenta a novembre trova la coda molto più lunga e i fondi in esaurimento. La seconda possibilità esiste, ma vale molto meno della prima.
Il bando voucher digitalizzazione della Regione Piemonte torna nel 2026 con lo sportello aperto dal 22 ottobre al 15 dicembre. La regola che sorprende più imprese è anche la più semplice: chi ha già ricevuto il contributo nelle edizioni 2023 e 2024 non può presentare domanda. Sono 2.505 imprese piemontesi, per un totale di 41,3 milioni di euro effettivamente erogati, e la maggior parte lo scopre dopo aver preparato la pratica.
L'elenco dei beneficiari è pubblico, ma sta dentro decine di PDF separati pubblicati dalle singole Camere di commercio: consultabile in teoria, inutilizzabile in pratica. Questa pagina li ha uniti in un unico controllo. Scrivi la partita IVA, e in due secondi sai se quella strada è chiusa o aperta.
Niente: non esce dal browser. La pagina scarica un elenco di impronte crittografiche e fa il confronto sul tuo dispositivo. Non c'è un server che riceve la richiesta, non c'è un registro di chi ha cercato cosa, e l'elenco pubblicato non contiene nessuna partita IVA leggibile, anche perché una parte dei beneficiari sono ditte individuali e professionisti, e i loro codici fiscali sono dati personali.
L'esclusione per contributi già incassati è solo il primo filtro. Restano la capienza de minimis, la polizza catastrofale, il DURC regolare, il diritto camerale in regola e la sede operativa in Piemonte: sono i requisiti che fanno saltare le domande a fine corsa, quando ormai il lavoro di preparazione è stato fatto. Se non risulti fra gli esclusi vuol dire che da questo lato la strada è aperta, non che la domanda è ammissibile.